Mobilità, sanità, emigrazione. I temi trattati nell’incontro di Cariati

Essere punto di riferimento per il Territorio

Essere punto di riferimento di un territorio che abbraccia tutto il basso Ionio e le comunità montane, essere presente nei circoli, durante le assemblee, ascoltare le esegenze di una parte di popolazione che da troppo tempo si sente abbandonata, dalla politica e della istituzioni, al netto del risultato elettorale.

Affrontare lo sfascio della Sanità

Queste le principali richieste venute fuori ieri pomeriggio, sabato 11 gennaio 2020, durante una partecipata assemblea pubblica nel circolo del PD di Cariati. Richieste, esigenze accolte da Aldo Zagarese, che non si tira indietro dal confronto, che non ha timore nel denunciare le emergenze che gridano vendetta, come quella della sanità e nel caso specifico del destino dell’ospedale di Cariati. “Una delle prime cose che chiunque vada al Governo della Regione dovrà affrontare è lo sfascio della Sanità”.

Il nodo dolente della mobilità

Altra nota dolente è la mobilità, fortemente penalizzata nelle zone del basso Ionio, senza treni, senza navette o altra possibilità se non i mezzi privati per raggiungere la stazione di Sibari e l’agognata Freccia Argento che collega la Sibaritide con il resto d’Italia. Alla difficolltà nella mobilità fa eco lo spopolamento, la fuga di giovani e anche meno giovani verso un futuro migliore lontano dalla Calabria.
“È vergognoso e si commenta da solo quanto sostenuto dalla candidata alla carica di governatore del centrodestra, Jole Santelli, e cioè che i giovani fanno bene a partire che anche lei lo ha fatto, incapace di comprendere si tratti di altro tipo di emigrazione. Sempre di più padri e figli sono uniti nella stessa identica ricerca di un lavoro per il sostentamento delle famiglie e sono costretti a lasciare la loro casa – ha affermato Zagarese – li vediamo alle stazioni dei treni, dei pullman, o salire insieme su auto pieni di bagagli per fare questi viaggi che li porteranno alla ricerca di una speranza”.

La faccia più cruda dell’emigrazione

“L’emigrazione infatti sta cambiando mostrando una faccia ancor più cruda. Le associazioni di volontariato e le parrocchie sparse sul territorio ci dicono che sono sempre di più i cinquantenni e i sessantenni costretti a partire perché rimasti rimasti fuori dai circuiti del lavoro e anche dell’assistenza. “Esodati”, “cassaintegrato”, “licenziati”, qualsiasi sia l’etichetta che hanno avuto, queste persone hanno perso le cose più importanti: l’orgoglio e la speranza”.

Investire in formazione

Non possiamo permettere che la dignità della nostra gente venga calpestata in questa maniera. Ho già più volte espressa la mia intenzione di aumentare l’investimento nella formazione e dei percorsi di inserimento al lavoro su tutto il nostro territorio ed anche l’istituzione di percorsi che mostrino come sia possibile creare nuove imprese snellendo le procedure ed aiutando chi ha voglia e volontà di rimanere per far crescere la nostra terra. Insieme. Possiamo farlo e dobbiamo farlo. Lavorare per recuperare non solo quello che ci è stato negato ma per conquistare le nuove opportunità che il futuro ha, evitando lo spopolamento della nostra regione che sta diventando sempre più evidente”.

Riconquistare la speranza, riprenderci il futuro. #IlFuturoAdesso